BIOGRAFIA
(…) L'arte è importante quando attraverso l'opera si aggiunge qualcosa all'archivio universale delle immagini, arricchendo l'universo visivo. I passi di questa pittrice vanno sicuramente in questa direzione. (Pedro Cano per Umanità artificiali – Michela Zasio, Palazzo delle Stelline, Sala del Collezionista, 8-24 settembre 2005, Milano)


Michela Zasio nasce a Seren del Grappa in provincia di Belluno e da tanti anni vive e lavora a Roma.
Il suo percorso di artista ha inizio in un passato relativamente recente, ma sin da bambina è sempre stata attratta dalle arti figurative, praticando la pittura già con buoni risultati.
Dopo aver terminato gli studi universitari, tutti incentrati su materie umanistiche, nel 1979 si apre concretamente alla sua grande passione per l'arte, iniziando a frequentare a Roma varie scuole private di pittura. Nel 1999 segue per tre anni il corso di pittura presso la "Scuola di arti ornamentali del Comune di Roma San Giacomo" e dal 2003, per 4 anni, frequenta l'Accademia libera del nudo presso l'Accademia delle Belle Arti di Roma.
Nel 1999 diventa allieva del maestro Pedro Cano, seguendo da quest'anno in poi diversi stage (Blanca 1999, Cartagena 2000, Murnau 2001, Bolzano 2002, Ragusa 2006, Prumiano 2008, Napoli 2008, Matera 2009) che le conferiscono sempre maggiore sicurezza nel suo mettersi in gioco come artista.
Il primo vero banco di prova è nel 2000, quando partecipa con grande successo alla mostra collettiva dal titolo I colori di Blanca. Immagini di un percorso nel Sud della Spagna, a cura di Pedro Cano, presso la Sala della Disciplina di Anguillara. Lo stesso anno vince il primo premio ex tempore della seconda edizione della manifestazione Arte e Artigianato nelle terre del Vescovado lungo la Via Claudia Altinate organizzata dal Centro Culturale Europeo Carlo Rizzarda.
Già l'anno successivo, nel 2001, tiene la sua prima mostra personale a Feltre, presso il Palazzo del Vescovado Vecchio. La mostra è stata recensita dal critico d'arte Tommaso Strinati, che ne apprezza la ricerca raffinata del colore. L'artista crea le sue opere con la tecnica dell'acquarello, ritraendo gli scorci della città di Feltre con sapiente maestria.
Il 2005 vede Michela Zasio impegnata in una nuova personale che si differenzia in tutto dalla prima: muta la tecnica pittorica, si trasforma il soggetto dell'opera. In occasione di Umanità artificiali – Palazzo delle Stelline, Sala del Collezionista, 8-24 settembre 2005, Milano - Michela Zasio ritrae elementi inanimati che rappresentano perfettamnte l'essere umano nelle sue sembianze: soggetto ritratto sono parti di manichini smembrati. L' uomo, seppur finto, è il nuovo testo della sua indagine artistica. Come scrive Carlo Zasio, la materia viene superata per arrivare a scorgere al suo interno la spiritualità dell'uomo.
L'artista fa un nuovo utilizzo del colore che non è mai lo stesso in tutte le opere: forti contrasti, continuità di toni, sovrapposizioni sono le caratteristiche di questo nuovo modo di interpretare l'essere umano. Ogni parte del corpo assume una propria valenza semantica in base ai giochi cromatici assegnati dall'artista, non per questo togliendo all'astante la possibilità di ammirare l'opera seguendo il proprio canale interpretativo.
Nel 2006 è ancora l'uomo ad essere fonte di ispirazione per Michela Zasio, che presenta in un'altra mostra personale, Toccami (Galleria de Faveri Arte- Feltre 9 dicembre 2006), ritratti di protesi umane, concentrandosi esclusivamente sul grande valore simbolico del particolare: la mano.
Questa, dipinta utilizzando olio su tela, quindi ancora una nuova tecnica espressiva, è ciò che muove l'immaginario della Zasio e del suo spettatore: chi guarda è libero di pensare, di immaginare, di capire ciò che l'arte propone all' universo di ciascuno.
Il 2009 segna per l'artista una nuovo cambiamento nella scelta del soggetto da sviscerare e da reinterpretare. Presso la Sala de Exposiciones Municipal de Blanca, Fondazione Pedro Cano, Michela Zasio presenta ancora una nuova personale, Attorno alla palma, in cui i suoi dipinti raccontano la metafora dell'albero della palma, mettendo in primo piano il fusto malfatto al tatto, ma geometricamente perfetto per la vista. Lorenzo Canova ha così definito le opere esposte:
(…) In questo modo Michela Zasio compie forse un personale cammino di palingenesi, affidando al colore e al disegno non il semplice compito di descrivere l'illimitata difformità della natura, ma di contribuire a salvarne una minima ma fondamentale particella con la forza di un gesto che dissolve e ricompone la magia della materia della vita e delle immagini per custodirne e tramandarne l'essenza, il loro cuore misterioso rivelato dalla sostanza trasmutata in una pittura che cerca nella sua lucentezza il riflesso dello splendore smarrito del mondo.(Lorenzo Canova per Attorno alla palma – Michela Zasio, Sala de Exposiciones Municipal de Blanca, Blanca, 2009)


Bibliografia
I colori di Blanca. Immagini di un percorso nel sud della Spagna, Sala della Disciplina, Anguillara, 2000
Feltre, Michela Zasio, Palazzo del Vescovado Vecchio, Feltre, 2001
Umanità artificiale, Michela Zasio, Palazzo delle Stelline – Sala del Collezionista, Milano 2005
Toccami, Michela Zasio, Galleria De Faveri Arte, Feltre, 2006
Attorno alla palma, Michela Zasio, Sala de Exposiciones Municipal de Blanca, Blanca, 2009